martedì 19 febbraio 2013

Il famoso parmigiano vegano



Tutti ne parlano, nessuno sa cosa sia e da quali misteriosi ingredienti sia composto…il parmigiano vegano! In realtà si chiama così perché il suo ruolo è quello di insaporire pietanze varie, dai primi piatti a verdure e sformati vari, passando per le minestrine della sera, ma del parmigiano non ha molto, o meglio l’aroma può ricordarlo parecchio, ma nessun latticino è ivi compreso, dunque è un alimento di cui si può abusare con buona pace di colesterolo, calcio, sfruttamenti vaccini e così via.


Ebbene sveliamo gli ingredienti, premettendo che ognuno è libero di personalizzare a proprio gusto questo alimento. C’è chi usa addirittura solo mandorle tritate e via!
Ingredienti:
   
  4 cucchiai di mandorle pelate (50 gr circa)



1 cucchiaio colmo di lievito alimentare in scaglie (negozi bio)
           
1 cucchiaio di semi di sesamo tostati

  2 cucchiaini di semi di girasole

  1 bel pizzicone di sale

Procedimento, lunghissimo e complesso…
    Trita tutto fino ad ottenere una consistenza fine ma, granulosa, ad effetto formaggio grattugiato.    Tutto qui! J



Ti starai chiedendo perché snaturare un prodotto come il parmigiano? Che senso ha?
Partiamo dal presupposto che, trovare un sostituto della spolverata di parmigiano sulla pasta, prende origine da una necessità soprattutto psicologica, perché oltre che al sapore, siamo molto affezionati al gesto e alla vista di un prodotto che rende più cremoso il sugo, avvolge il cibo, lo rende anche meno unto e quindi più piacevole da mangiare. Il parmigiano si sa, insaporisce e rende il piatto un classico italiano, insomma difficile rinunciare. Ma se pensiamo che la grattatina di formaggio è comunque un prodotto di origine animale, che non ci aiuta di certo a tenere a bada il colesterolo, ma anzi lo fa lievitare, non ci regala ossa più forti, perché contenendo proteine abbassa il pH del nostro organismo e ci costringe a bilanciare l’acidità prelevando il calcio direttamente dalle ossa stesse (che poi simpaticamente eliminiamo nelle urine, con tutta la fatica che abbiamo fatto a fissare!!) e che, non da ultimo, è complice di allevamento intensivo, che fa rima con sfruttamento e surriscaldamento (globale) forse allora possiamo provare a cambiare. 
Da sottolineare che, oltre a ricordare egregiamente il parmigiano originale, quello vegano è un alimento ricco di calcio (tutto disponibile da assorbire) vitamine, tra cui la famiglia delle vitamine B, e sali minerali e ovviamente è sostenibile e cruelty free, mica male.


14 commenti:

  1. fratè puoi essere vegano quanto vuoi ma il parmigiano sulla pasta non puoi non mettercelo. un italiano.

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  2. :DD resti italiano anche con quello vegano! garantisco ;))))

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  3. Lo resti anche più a lungo, perché senza quella botta di colesterolo e sale (il parmigiano ne è ricchissimo) campi decisamente di più! ;)

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  4. come siamo restii a fare cambiamenti, anche se fanno migliorare la nostra salute e la salute del pianeta

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  5. Ma il lievito di birra non fermenta in pancia?

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  6. Tranquillo Marco, il lievito in questione è disattivato e non fermenterà in pancia, resta tutto il buono delle vitamine ;)

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  7. Può essere utilizzato anche per prodotti da forno? Grazie mille per una gentile conferma e complimenti per la squisita ricetta. Sto lentamente cercando di diventare vegana :-)

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  8. Certo Donata, felice di leggerti e grazie. Puoi usarlo tranquillamente anche in forno, ottimo nelle lasagne ;)
    Non fila e fonde ovviamente, ma è perfetto per insaporire e dare corpo ad ogni ricetta.

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    1. Grazie mille! Ti faccio un'ultima domanda... Nel negozio bio ho trovato solo quello in fiocchi, c'è differenza con quello in scaglie o è la stessa cosa? Scusa e grazie ancora per la disponibilità!!!

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    2. Sì è sempre lo stesso...immagino confezione giallo senape ;)

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  9. Che tristezza...un nome ricco di storia e tradizione, e lavoro di tante persone, ridicolizzato da una tritatura di frutta secca. Mah. È peggio delle scopiazzature tedesche di plastica.

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  10. Sempre con 'sto lavoro di tante persone...! Uff! Con il fatto che un qualcosa dà lavoro a tante persone si giustifica tutto. Inoltre non sarà forse ora di considerare che ciò che riteniamo come inviolabili e immarceiscibili prodotti della tradizione culinaria italiana altro non sono che prodotti relativi ad un certo periodo storico, per quanto lungo esso possa essere? Secondo questo principio - cioè mantenere a tutti i costi le tradizioni culinarie - a quest'ora dovremmo mangiare garum, la salsa romana base di interiora fermentate di pese per condire i nostri piatti, E invece questa salsa è scomparsa nel corso della storia così come migliaia dio altri piatti, prodotti, ricette, condimenti, usi e costumi a tavola.

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  11. Tristezza non direi, caro Marco! Visto e considerato che oltre ai vegani esistono anche gli allergici al lattosio e alle proteine del latte ;) Eccomi! Molto interessante questo "parmigiano" :)

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